• Età: 13
  • Disturbo dello spettro Autistico con diagnosi di: Disturbo autistico
  • Disturbo dello Spettro Autistico di livello: 2 MODERATO: Richiede un discreto supporto per essere aiutato a funzionare nelle sue attività e nelle interazioni sociali.
  • Il linguaggio verbale è: Presente ma non sempre funzionale alla comunicazione
  • Si avvale anche o esclusivamente di altri codici comunicativi? Si
  • Specificare se si tratta di: Linguaggio dei segni (LIS)
  • Ricerca il contatto fisico nelle interazioni: Sì sempre, anche con i pari
  • Mantiene il contatto oculare nell'interazione a due: Spesso
  • Quando si scatenano gli elementi problema e in cosa consistono: testo
  • Mantiene il contatto oculare durante lo svolgimento di un'attività: Spesso
  • È interessato all'elemento informatico: Abbastanza
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Nell'odierna letteratura scientifica sono state individuate alterazioni a livello fisiologico (ad esempio genetico o di altro genere), che possono ritenersi fattori causali o predisporre il soggetto ad una maggiore vulnerabilità nello sviluppo dell'autismo?... Leggi tutto »

Se escludiamo la diabilità intellettiva, i disturbi dello spettro autistico in un bambino possono manifestarsi in comorbilità con altre patologie?... Leggi tutto »

Un suono forte può scatenare una reazione negativa e aggressiva nel comportamento di un bambino autistico (anni 5)?... Leggi tutto »

Consapevole che un'insegnante funge da collante tra genitori e servizi (neuropsichiatria, assistenti sociali, ecc...) spesso rifletto sulle molteplici competenze che ci vengono richieste, specialmente oggi che viviamo in una società complessa e iper-connessa dove purtroppo i ruoli si sovrappongono. I genitori di fronte ad una diagnosi o comunque davanti ad un ipotetico iter di visite diventano diffidenti talvolta mettono in dubbio la professionalità di noi insegnanti. La docente quando evidenzia una difficoltà o un problema nell'alunno deve comunicare al genitore che non mette in discussione la sua competenza genitoriale, ma che sta cercando di comprendere i bisogni del bambino e sta cercando di trovare delle strategie utili alla risoluzione dei comportamenti problematici del figlio... E' necessario creare un'alleanza educativa tra scuola e famiglia: in che modo? Come poter far capire al genitore che il nostro ruolo di educatori è principalmente a favore del bambino? Grazie ... Leggi tutto »

Potrebbe essere una valida metodologia d'inclusione, creare un "gioco" in cui il gruppo classe si pone dal punto di vista del bambino autistico? Intendo cioè provare a sentire e sperimentare le risposte rispetto al "mettersi nei panni di ... " e verificarne l'eventuale osservazione e attenzione prestata da parte della classe nei confronti del bambino. Chiedere come pensano che veda, cosa prova, cosa sente, come sente, cosa gli piace, cosa non gli piace, che gioco preferisce e anche il colore che preferisce, come si veste, cosa ama mangiare e cosa non apprezza etc .. Si può considerare eventualmente questo lavoro come verifica delle consapevolezze acquisite dai bambini nei suoi confronti e anche dell'interesse prestatogli? E rispetto al risultato si può considerare allo stesso tempo che sia stata effettuata una buona/scarsa strategia di inclusione? Son curiosa di avere un vostro punto di vista, grazie.... Leggi tutto »

Per quanto riguarda i comportamenti problema qualora siano diventati dunque stereotipie (e quindi rifugio) ma pericolose, in che misura siamo autorizzate a ridurgliele/eliminarle, rischiando di fargliene comparire una nuova con la probabilità di essere più compromettente? ... Leggi tutto »

Sono consapevole che non esiste un bambino uguale ad un altro ma, in quale percentuale è utile il "trattenimento scolastico" di un bambino autistico alla scuola dell'infanzia?... Leggi tutto »

Interventi terapeutici/educativi di "gruppo" che coinvolgono solo bambini autistici sono efficaci?... Leggi tutto »



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